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Nella foto a sinistra...

Visto che un paio di amici me l’hanno chiesto, devo una spiegazione.
Il signore che suona il flauto nella foto a sinistra non sono io, ma Jeremy Steig (New York 1942 - vivente), uno dei miei flautisti preferiti. L’immagine, in particolare, è un dettaglio della copertina dell’album “Temple of Birth” (1975).
Jeremy Steig è uno dei rarissimi jazzisti che in tutta la sua carriera si è dedicato solo ed esclusivamente al flauto. Eric Dolphy, Roland Kirk, Herbie Mann, James Newton, Yusef Lateef, tutti hanno, chi più chi meno, alternato il flauto con altri strumenti a fiato. Non Steig, il quale, piuttosto, alterna la musica alla pittura: alcune delle copertine dei suoi dischi sono dipinte o disegnate dallo stesso Steig (figlio d’arte, in questo, perché il padre William era un noto fumettista). Steig padroneggia con assoluta sicurezza l’intera famiglia dei flauti, dall’ottavino al flauto basso, e tutti i registri espressivi: dal tono puro e cristallino di “classici” come James Newton o Hubert Laws, alle tecniche e agli effetti “sporchi” (overblowing, humming, uso delle chiavi come strumenti a percussione) portati alla ribalta da Roland Kirk e in seguito, presso il grande popolo del rock, da Ian Anderson dei Jethro Tull.
Artista di difficile catalogazione - e nel suo caso l’espressione va intesa alla lettera: i dischi di Steig, quando si trovano nei negozi (rarissimamente, purtroppo), vengono messi talora nella sezione “Jazz”, ora sono archiviati come “Fusion”, e qualche volta come “Rock”, “Groove” o “Funky”. Il più delle volte, invece, non vengono messi da nessuna parte, perché molti dei suoi album migliori non sono neppure mai stati ristampati su CD.
Se trovate qualche copia in vinile di “Flute Fever” (1963), “Wayfaring Stranger” e il doppio “Fusion” non fatevela scappare. Su CD si trovano, invece, “Something Else” (ristampa di “Fusion”, al quale mancano due brani), “Outlaws” registrato in due col bassista Eddie Gomez, “What’s new” con Bill Evans e “Jigsaw” (1992), a tutt’oggi il suo album più recente. Steig è sempre stato un musicista trasversale rispetto ai generi: dal rock (registrazioni in coppia con Johnny Winter), alla fusion (con Jan Hammer), al jazz di puristi come Bill Evans o Lee Ann Ledgerwood.
Per saperne di più su Steig e sulla sua discografia:
www.funkfoodfamily.com/steig_jeremy/jeremysteig.htm
Sul suo album d’esordio, "Flute Fever"
www.jellyroll.com/02/steig.html

Pubblicato il 25/2/2003 alle 15.38 nella rubrica Diario.

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